Guida al Prompting con l'IA
Per docenti di Istituto Tecnico Superiore
Corso di Competenze Didattiche Digitali

Questa guida è pensata per docenti ITS di qualsiasi disciplina — da italiano a informatica — che vogliono usare l'IA in modo consapevole e professionale nella didattica. Non richiede competenze tecniche pregresse.

Modalità disponibili: usa il pulsante in alto a destra per passare alla Modalità Aula — una presentazione a schermo intero pensata per il proiettore.
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Come 'pensa' un modello IA
Capire il meccanismo prima di usare lo strumento

Prima di imparare a scrivere prompt efficaci, è utile avere un modello mentale di come funziona un'IA linguistica. Non serve entrare nei dettagli tecnici: bastano tre concetti.

1.1 L'IA non capisce: predice

Un modello linguistico non "capisce" il testo nel senso umano. Produce la sequenza di parole statisticamente più probabile dato il testo in input. Per questo:

  • Risponde sempre con sicurezza, anche quando sbaglia.
  • Non sa cosa non sa: non ha consapevolezza dei propri limiti su un argomento specifico.
  • Output diversi alla stessa domanda non indicano errore, ma variabilità statistica.
⚠ Attenzione

Non trattare l'output dell'IA come una fonte verificata. Trattalo come una bozza intelligente che richiede sempre la tua supervisione disciplinare.

1.2 Il contesto è tutto

L'IA lavora solo con ciò che gli fornisci nella conversazione. Non ha accesso al web in tempo reale (salvo strumenti specifici), non ricorda conversazioni precedenti, non conosce i tuoi studenti. Se non glielo dici tu, non lo sa.

Questa è la ragione principale per cui prompt vaghi producono output inutili: l'IA riempie le lacune con ipotesi generiche.

1.3 Le allucinazioni non sono un bug

Le allucinazioni — informazioni false presentate con tono sicuro — sono una caratteristica strutturale, non un difetto temporaneo. Sono più frequenti su:

  • Dati numerici precisi (date, statistiche, citazioni esatte).
  • Argomenti di nicchia o molto specialistici.
  • Norme, leggi, riferimenti burocratici specifici.
💡 Suggerimento

Usa l'IA per strutturare, generare bozze e ragionare. Per i dati fattuali precisi, verifica sempre su fonti primarie.


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Anatomia di un prompt efficace
I quattro elementi che fanno la differenza

Un prompt efficace non è necessariamente lungo. È preciso. Contiene quattro elementi che, se presenti tutti, riducono drasticamente la varianza dell'output.

ElementoDomanda guidaEsempio e perché
RUOLO Chi deve essere l'IA? "Agisci come esperto in valutazione per competenze nella scuola secondaria"
→ Attiva lessico e criteri disciplinari specifici. Senza ruolo, l'IA risponde in modo generico.
COMPITO Cosa deve produrre? Usa verbi precisi: Progetta, Genera, Analizza, Crea
→ Evita: "aiutami con", "fai qualcosa su". Sii diretto: l'IA non indovina le intenzioni.
CONTESTO Quali informazioni ha bisogno? Livello classe, disciplina, obiettivi UDA, vincoli di tempo
→ Più contesto fornisci, più l'output è calibrato. Non dare nulla per scontato.
FORMATO Come deve presentare l'output? Tabella Markdown, elenco numerato, JSON, testo narrativo
→ Senza indicazioni di formato l'IA sceglie da sola, spesso in modo non utile.
2.1 Prompt vago vs prompt preciso

❌ VAGO: "Crea una verifica su Manzoni per la mia classe."

✓ Preciso

"Agisci come docente di italiano per una classe terza ITS (livello B2). Crea una verifica di comprensione su un brano de I Promessi Sposi (cap. VIII). Deve contenere: 3 domande a risposta aperta breve, 2 domande di analisi stilistica, 1 domanda di collegamento storico. Formato: domande numerate con spazio per la risposta."

Stesso obiettivo, output completamente diverso. Il secondo prompt non è più difficile da scrivere: richiede solo che tu abbia chiarito a te stesso cosa vuoi ottenere.

2.2 Quando basta un prompt semplice
  • Spiegazione di un concetto ("Spiegami la differenza tra deduzione e induzione in modo semplice").
  • Brainstorming iniziale ("Dammi 10 idee per introdurre il concetto di funzione").
  • Riformulazione di un testo già scritto.
  • Domande rapide su sintassi, grammatica, convenzioni di formato.
💡 Regola pratica

Se usi l'output una volta sola, un prompt semplice basta. Se vuoi riutilizzarlo, adattarlo o condividerlo con colleghi, vale la pena strutturarlo bene.


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La scala del prompt
Dal messaggio rapido al sistema riutilizzabile

Non esiste un unico tipo di prompt. Esistono livelli di complessità, e scegliere il livello giusto è già metà del lavoro.

Livello 1 Prompt diretto

Una o due frasi. Adatto per richieste rapide e monouso.

Scrivi tre possibili titoli per una lezione sull'energia rinnovabile destinata a studenti ITS di secondo anno.
Livello 2 Prompt strutturato (RUOLO + COMPITO + CONTESTO + FORMATO)

Segue l'anatomia dei quattro elementi. Adatto per materiali didattici da usare in classe.

# RUOLO Agisci come docente di fisica applicata per un ITS ad indirizzo energetico. # COMPITO Crea una scheda di lavoro per una lezione laboratoriale sul calcolo dell'efficienza di un pannello fotovoltaico. # CONTESTO Classe seconda, 18 studenti, conoscenze di base di elettrotecnica. La lezione dura 2 ore con 45 minuti di attività pratica. # FORMATO Tabella con: obiettivo, materiali necessari, procedura (step numerati), formula da applicare, spazio per annotare i risultati.
Livello 3 Meta-prompt — costruisce uno strumento riutilizzabile

Chiedi all'IA di costruire uno strumento didattico complesso: una rubrica, una griglia UDA, una sequenza di prompt. Trattato in dettaglio nella Sezione 5.

⚠ Errore frequente

Usare il meta-prompt per qualsiasi cosa, anche quando basta un prompt diretto. Ha senso solo quando l'output deve essere riutilizzato molte volte o da persone diverse.


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Prompt per la didattica
Esempi pratici per scenari reali — personalizza i campi viola

I campi in viola corsivo sono editabili: clicca direttamente sul testo per personalizzare il prompt prima di copiarlo.

4.1 Progettare verifiche
# RUOLO Agisci come docente di [DISCIPLINA] per un ITS. # COMPITO Progetta una verifica sommativa sull'argomento: [ARGOMENTO]. # CONTESTO Classe: [ANNO]. Livello: [BASE / INTERMEDIO / AVANZATO]. Obiettivi di apprendimento: [ELENCA 2-3 OBIETTIVI SPECIFICI]. # FORMATO La verifica deve contenere: - [N] domande a risposta chiusa (vero/falso o scelta multipla) - [N] domande a risposta aperta breve (max 5 righe) - [N] esercizio applicativo / problem solving Indica il punteggio suggerito per ogni sezione (totale: 10 punti).
4.2 Feedback sulla scrittura degli studenti
# RUOLO Agisci come tutor di scrittura per studenti di scuola secondaria superiore. # COMPITO Analizza il seguente testo scritto da uno studente e fornisci feedback formativo su: coerenza argomentativa, uso del lessico disciplinare, struttura del testo. # VINCOLO FONDAMENTALE Non riscrivere il testo. Non fornire frasi corrette. Indica solo cosa migliorare e come, con domande che guidino lo studente a trovare la soluzione da solo. # TESTO DA ANALIZZARE [INCOLLA QUI IL TESTO DELLO STUDENTE]
4.3 Preparare spiegazioni e materiali
# RUOLO Agisci come docente esperto di [DISCIPLINA] con competenza nella didattica per adulti (andragogia). # COMPITO Spiega il concetto di [CONCETTO] usando: 1. Una definizione precisa (max 3 righe) 2. Un'analogia con la vita quotidiana 3. Un esempio pratico nel contesto [SETTORE PROFESSIONALE] 4. Un errore concettuale frequente da evitare # FORMATO Testo scorrevole, livello linguistico [B2], senza formule matematiche salvo indicazione contraria.

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Il meta-prompt
Solo quando serve — ma quando serve, cambia tutto

Il meta-prompt chiede all'IA di costruire uno strumento didattico complesso e riutilizzabile. L'output non è una risposta singola, ma un sistema.

Struttura del meta-prompt
I 5 blocchi

# RUOLO — Chi deve essere l'IA (disciplina, livello scolastico, specializzazione)
# TASK — Cosa deve produrre, con un verbo d'azione preciso
# STRUTTURA OUTPUT — Formato esatto: tabella, elenco, sezioni numerate
# VINCOLI — Cosa NON fare, limiti di lunghezza, registro, riferimenti normativi
# AUTODIAGNOSI — Chiedi all'IA di segnalare 2 ambiguità nell'output generato

Nota sull'AUTODIAGNOSI: utile come primo filtro, ma non sostituisce la tua revisione. L'IA tende a critiche generiche. Usala come spunto, non come garanzia.

Esempio A — Meta-prompt completo
Italiano e materie umanistiche
Rubrica di valutazione per il testo argomentativo

Contesto d'uso: vuoi una rubrica riutilizzabile ogni anno, con descrittori oggettivi che riducano la soggettività del giudizio e possano essere condivisi con i colleghi di dipartimento.

# RUOLO Agisci come esperto in Docimologia e Valutazione per Competenze nella Scuola Secondaria di Secondo Grado, con specializzazione in valutazione della produzione scritta in lingua italiana. # TASK Progetta una rubrica di valutazione analitica per il testo argomentativo scritto, destinata a una classe terza o quarta ITS. # STRUTTURA OUTPUT Tabella Markdown con queste colonne: 1. DIMENSIONE: il macro-ambito valutato 2. PESO %: importanza relativa (totale = 100%) 3. INIZIALE (voto 4-5): descrittore comportamentale osservabile 4. BASE (voto 6): descrittore comportamentale osservabile 5. INTERMEDIO (voto 7-8): descrittore comportamentale osservabile 6. AVANZATO (voto 9-10): descrittore comportamentale osservabile 7. FEEDBACK: suggerimento migliorativo pre-compilato per ogni livello # VINCOLI DOCIMOLOGICI - Le DIMENSIONI devono coprire: contenuto/argomentazione, coesione testuale, correttezza linguistica, uso del lessico specifico, rispetto delle consegne - I descrittori devono basarsi su evidenze MISURABILI: es. 'utilizza almeno 3 connettivi logici diversi', 'cita almeno una fonte', 'non supera 2 errori morfosintattici per pagina' - Vietato usare aggettivi vaghi: buono, adeguato, accurato, corretto - Il feedback deve essere in seconda persona, tono propositivo # AUTOVALUTAZIONE Aggiungi 3 domande metacognitive aperte per lo studente, focalizzate sul processo (non sul risultato). # AUTODIAGNOSI Indica 2 possibili ambiguità nella rubrica generata e come risolverle.
💡 Cosa personalizzare

I nomi delle DIMENSIONI (adattali agli obiettivi della tua UDA), i valori di PESO %, il registro del FEEDBACK in base all'età degli studenti.

Esempio B — Meta-prompt completo
Materie tecniche e informatica
Guida al laboratorio di coding senza dare la soluzione

Contesto d'uso: vuoi un prompt da usare in laboratorio che guidi gli studenti attraverso domande socratiche, senza fornire mai la soluzione completa.

# RUOLO Agisci come Senior Software Engineer con esperienza in didattica della programmazione per istituti tecnici superiori ad indirizzo informatico. Il tuo approccio è socratico: non dai mai la risposta, guidi lo studente a trovarla attraverso domande e micro-obiettivi progressivi. # TASK Genera un prompt di laboratorio che guidi uno studente a implementare il seguente programma Python: [DESCRIZIONE DELL'ESERCIZIO] # STRUTTURA OUTPUT Il prompt generato deve articolarsi in 5 fasi: FASE 1 - Analisi: domande per far esplicitare i requisiti FASE 2 - Progettazione: pseudocodice PRIMA di scrivere codice FASE 3 - Implementazione: 3 micro-obiettivi con domande socratiche FASE 4 - Test: almeno 3 casi di test, incluso un caso limite FASE 5 - Riflessione: cosa ha funzionato, cosa rifaresti diversamente # VINCOLI DIDATTICI - Livello target: [PRINCIPIANTE / INTERMEDIO / AVANZATO] - Il prompt NON deve mai fornire codice completo, nemmeno come esempio - Ogni domanda deve avere un solo focus (no domande multiple) - Segnala i concetti prerequisito necessari # REQUISITI TECNICI Lo studente deve produrre codice con: - Type Hinting e Docstring (Google Style) - Gestione eccezioni (try/except con messaggi significativi) - Almeno 3 unit test con pytest # AUTODIAGNOSI Indica 2 punti in cui il prompt generato potrebbe risultare troppo guidante o troppo vago per il livello indicato.
Esempio C — Meta-prompt completo
Trasversale — qualsiasi disciplina
Verifica sommativa a partire dagli obiettivi di apprendimento dell'UDA

Contesto d'uso: hai una UDA con obiettivi definiti e vuoi generare una verifica sommativa coerente, differenziata per livello. Funziona per qualsiasi disciplina.

# RUOLO Agisci come esperto di progettazione didattica per ITS, con competenza nella costruzione di prove di valutazione allineate agli obiettivi (approccio backward design). # TASK Genera una verifica sommativa per la seguente UDA: Titolo UDA: [TITOLO] Disciplina: [DISCIPLINA] Classe: [ANNO E INDIRIZZO] # OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 1. [OBIETTIVO 1] 2. [OBIETTIVO 2] 3. [OBIETTIVO 3] # STRUTTURA OUTPUT SEZIONE A - Conoscenze (livello base) 5 domande a scelta multipla (4 opzioni) Indica quale obiettivo testa ogni domanda SEZIONE B - Comprensione e applicazione (livello intermedio) 3 domande a risposta aperta breve (max 80 parole) Includi lo schema di risposta attesa per la correzione SEZIONE C - Analisi e problem solving (livello avanzato) 1 caso applicativo con criteri di valutazione (mini-rubrica) # VINCOLI - Ogni domanda deve essere tracciabile a uno degli obiettivi forniti - Punteggio: A = 3pt, B = 4pt, C = 3pt (totale 10) - Livello linguistico: [B2] # DIFFERENZIAZIONE Per ogni domanda B e C, aggiungi una versione semplificata per BES/DSA (stessa competenza, consegna più esplicita). # AUTODIAGNOSI Verifica che ogni obiettivo sia coperto da almeno una domanda. Segnala eventuali obiettivi non coperti.
💡 Cosa personalizzare

TITOLO UDA e OBIETTIVI (copia-incolla dalla tua programmazione), LIVELLO LINGUISTICO, pesi del punteggio. Puoi aggiungere nella sezione VINCOLI eventuali argomenti da escludere.


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Iterare: il prompt non si scrive una volta sola
Il ciclo revisione – test – miglioramento

Il primo output di un prompt è quasi sempre una bozza. Non perché il prompt sia sbagliato, ma perché la comunicazione con l'IA è un processo iterativo. Chi ottiene risultati professionali revisiona di più, non scrive prompt migliori al primo colpo.

6.1 Come riconoscere un output scadente

Ferma l'iterazione e rivedi il prompt se l'output:

  • È troppo generico — potrebbe applicarsi a qualsiasi classe o disciplina.
  • Usa termini vaghi che hai esplicitamente vietato nei vincoli.
  • Ignora uno o più elementi della struttura richiesta.
  • Ha un tono sbagliato rispetto al destinatario.
  • Contiene informazioni che non riesci a verificare.
6.2 Come correggere senza ricominciare da zero

Non cancellare tutto. Nella stessa conversazione, invia un messaggio di correzione mirato:

L'output è buono ma ha questi problemi specifici: 1. I descrittori nella colonna 'AVANZATO' sono ancora troppo vaghi. Rendili misurabili con evidenze osservabili. 2. La sezione FEEDBACK usa un tono giudicante. Riformulala in modo propositivo, rivolta direttamente allo studente. Modifica solo queste due sezioni, il resto va bene.

Specificare cosa è già buono è importante quanto specificare cosa correggere. Evita di dire solo "miglioralo".

6.3 Il ciclo in tre passi
  1. Genera l'output con il tuo prompt strutturato.
  2. Leggi criticamente: annota cosa manca, cosa è vago, cosa è sbagliato disciplinarmente.
  3. Invia una correzione mirata nella stessa conversazione. Ripeti fino a soddisfazione.
💡 Suggerimento

Salva sempre il prompt finale che ha prodotto un output soddisfacente. In una cartella condivisa con i colleghi diventa un patrimonio del dipartimento. In tre anni avrai una libreria di strumenti didattici testati.


7
Limiti, rischi e responsabilità
Il giudizio disciplinare rimane insostituibile
7.1 Allucinazioni e verifica dei contenuti

L'IA produce errori disciplinari con la stessa sicurezza con cui produce contenuti corretti. I più rischiosi:

  • Date e fatti storici: verificare sempre su fonti primarie.
  • Citazioni e riferimenti bibliografici: spesso inventati o alterati.
  • Norme, decreti, riferimenti burocratici: altissima frequenza di errori.
  • Formule e calcoli: corretti nella struttura, errati nei dettagli.
⚠ Attenzione

Non distribuire mai agli studenti un output IA senza averlo letto integralmente. La responsabilità didattica e disciplinare è sempre del docente, non dello strumento.

7.2 Il problema del plagio e della valutazione

Gli studenti usano l'IA. Non è un'eccezione: è la norma. Le strategie efficaci non sono il divieto (impraticabile) ma:

  • Progettare verifiche che richiedono applicazione contestuale, non riproduzione di contenuti.
  • Valutare il processo (presentazione orale, diario di bordo, revisioni intermedie) oltre al prodotto finale.
  • Usare l'IA in classe in modo trasparente, mostrando agli studenti come funziona e i suoi limiti.
7.3 Bias e rappresentazione

I modelli linguistici riproducono i bias presenti nei dati di addestramento:

  • Esempi e riferimenti culturalmente non neutri.
  • Rappresentazione stereotipata di genere, età, provenienza geografica.
  • Tendenza a produrre contenuti più rappresentativi della cultura anglofona.
💡 Spunto didattico

Quando usi output IA in classe, rendilo un'occasione didattica: mostra agli studenti come riconoscere un bias, come verificare un'informazione. È competenza trasversale fondamentale.


Appendice

A. Checklist pre-utilizzo in classe

Spunta ogni voce prima di distribuire un output IA agli studenti.

Ho letto integralmente l'output prima di distribuirlo.
Ho verificato la correttezza disciplinare di tutti i contenuti fattuali.
Ho controllato che non ci siano informazioni non verificabili.
Ho adattato il livello linguistico alla classe.
Ho comunicato agli studenti che il materiale è stato elaborato con supporto IA.
Ho salvato il prompt usato per documentare la mia pratica didattica.
Ho verificato la coerenza con la programmazione e gli obiettivi dell'UDA.
Non uso questo output per valutazioni sommative senza revisione critica.
B. Glossario essenziale
Prompt
L'istruzione che dai all'IA. Può essere breve (una riga) o articolata (una pagina strutturata). La qualità del prompt determina direttamente la qualità dell'output.
Meta-prompt
Un prompt che chiede all'IA di generare un altro prompt o uno strumento riutilizzabile (rubrica, griglia di valutazione, sequenza didattica...). L'output è un sistema, non una risposta singola.
Token
L'unità di misura del testo elaborato dall'IA. Approssimativamente: 1 token = ¾ di parola. Ogni modello ha un limite di token per sessione — quando si esaurisce, l'IA "dimentica" l'inizio della conversazione.
Allucinazione
Quando l'IA produce informazioni false presentate con tono sicuro. Non è un bug: è una caratteristica strutturale di questi modelli. Il controllo del docente è sempre necessario.
Temperatura
Parametro (spesso non visibile all'utente) che regola la creatività dell'IA. Alta temperatura = risposte più creative ma meno precise. Bassa temperatura = risposte più prevedibili e accurate.
Context window (Finestra di contesto)
La "memoria" dell'IA durante una sessione. Quando la conversazione diventa troppo lunga, l'IA perde i dettagli iniziali. Per prompt lunghi e complessi, inizia una nuova conversazione includendo le informazioni essenziali.
C. Per approfondire

Questa guida è un documento vivo. Aggiornala con i tuoi esempi, annota cosa ha funzionato e cosa no, condividila con i colleghi. I prompt migliori nascono dalla pratica condivisa, non dalla teoria.

Risorse correlate
Corso Competenze Didattiche Digitali
Guida al Prompting
con l'IA
Per docenti di Istituto Tecnico Superiore

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Sezione 1
Come 'pensa' un modello IA

L'IA non capisce: predice. Produce la sequenza di parole statisticamente più probabile dato il tuo input.

  • Risponde con sicurezza anche quando sbaglia
  • Non sa cosa non sa
  • Output diversi = variabilità statistica, non errore
⚠ Regola d'oro

L'output IA è sempre una bozza intelligente. Il controllo disciplinare è sempre del docente.

Sezione 1
Le allucinazioni non sono un bug

Sono una caratteristica strutturale. Più frequenti su:

  • Date, statistiche, citazioni esatte
  • Argomenti specialistici di nicchia
  • Norme, leggi, riferimenti burocratici
💡 Suggerimento pratico

Usa l'IA per strutturare e generare bozze. Per i dati fattuali precisi, verifica sempre su fonti primarie.

Sezione 2
I 4 elementi di un prompt efficace
ElementoDomandaEsempio
RUOLOChi è l'IA?"Agisci come esperto in docimologia…"
COMPITOCosa produce?Progetta / Genera / Analizza / Crea
CONTESTOCosa sa?Livello classe, disciplina, obiettivi UDA
FORMATOCome presenta?Tabella Markdown, elenco numerato, JSON
Sezione 3
La scala del prompt
Livello 1 — Prompt diretto

Una riga. Per richieste rapide e monouso.

Livello 2 — Prompt strutturato

RUOLO + COMPITO + CONTESTO + FORMATO. Per materiali da usare in classe.

Livello 3 — Meta-prompt

Genera uno strumento riutilizzabile: rubriche, griglie UDA, sequenze di prompt. Usalo solo quando l'output serve molte volte o a più colleghi.

Sezione 5 — Meta-prompt
I 5 blocchi del meta-prompt

# RUOLO — Chi deve essere l'IA
# TASK — Cosa deve produrre
# STRUTTURA OUTPUT — Formato esatto
# VINCOLI — Cosa NON fare
# AUTODIAGNOSI — Chiedi 2 ambiguità dell'output

L'AUTODIAGNOSI è utile come primo filtro — non sostituisce la tua revisione disciplinare.

Sezione 5 — Esempio A
Meta-prompt: Rubrica per testo argomentativo
# RUOLO Esperto in Docimologia nella Scuola Secondaria di II Grado. # TASK Progetta una rubrica analitica per il testo argomentativo, classe ITS. # STRUTTURA OUTPUT Tabella: DIMENSIONE | PESO% | INIZIALE | BASE | INTERMEDIO | AVANZATO | FEEDBACK # VINCOLI - Descrittori misurabili: es. "≥3 connettivi logici", "≤2 errori/pagina" - Vietato: buono, adeguato, accurato - Feedback in 2ª persona, tono propositivo # AUTODIAGNOSI Indica 2 ambiguità nella rubrica generata.
Sezione 5 — Esempio B
Meta-prompt: Laboratorio di coding socratico
# RUOLO Senior Software Engineer, approccio socratico: non dai mai la risposta. # TASK Guida laboratoriale Python in 5 fasi: 1-Analisi 2-Progettazione 3-Implementazione 4-Test 5-Riflessione # VINCOLI - NON fornire codice completo - Ogni domanda = un solo focus - Segnala concetti prerequisito # REQUISITI TECNICI Type Hinting, Docstring, try/except, pytest (≥3 test)
Sezione 5 — Esempio C
Meta-prompt: Verifica sommativa da UDA
# RUOLO Esperto di progettazione didattica ITS, approccio backward design. # TASK Verifica sommativa per UDA: [TITOLO] — [DISCIPLINA] — [CLASSE] Obiettivi: [1] [2] [3] # STRUTTURA SEZIONE A: 5 domande scelta multipla (livello base) SEZIONE B: 3 domande aperta breve + schema risposta attesa SEZIONE C: 1 caso applicativo + mini-rubrica # VINCOLI - Ogni domanda tracciabile a un obiettivo - Versione semplificata BES/DSA per B e C # AUTODIAGNOSI Segnala obiettivi non coperti.
Sezione 6
Iterare: il ciclo in 3 passi
  1. Genera l'output con il prompt strutturato.
  2. Leggi criticamente: annota cosa manca, cosa è vago, cosa è sbagliato disciplinarmente.
  3. Correggi in modo mirato nella stessa conversazione. Non cancellare tutto — specifica solo cosa cambiare e cosa tenere.
💡 Asset del dipartimento

Salva i prompt che funzionano in una cartella condivisa. In tre anni avrai una libreria testata riutilizzabile da tutti i colleghi.

Sezione 7
Fare & Non fare
Fai
  • Struttura i prompt con blocchi etichettati
  • Specifica il formato output con un esempio
  • Aggiungi sempre AUTODIAGNOSI
  • Testa su 3 input diversi prima della classe
  • Salva i prompt che funzionano
Evita
  • Istruzioni vaghe: "fai qualcosa di interessante"
  • Usare stesso prompt su modelli diversi senza adattare
  • Distribuire output senza leggerlo integralmente
  • Valutazioni sommative senza supervisione critica
Il giudizio disciplinare
è sempre tuo.
L'IA è uno strumento potente — come tutti gli strumenti potenti, richiede consapevolezza dei limiti.

Usa questa guida come punto di partenza, non come garanzia.
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